mercoledì 7 dicembre 2011

Al Politecnico..PROFUMO DI GOLPE!




Contro un governo di lupi travestiti da tecnici.

Contro l'idea che la crisi possa essere risolta da chi la crisi l'ha generata.

Contro i gruppo occulti della finanza che hanno gettato la maschera.

Contro il lassismo dei politici che hanno permesso e permetteranno tutto questo.

Contro una finanza che specula sul nulla e che crea nulla.

Contro l'usura delle banche che affama il popolo.





Contro chi pensa che tutto questo non possa essere cambiato.


INSORGI NAZIONE!


La scorsa settimana abbiamo occupato al Politecnico di Torino l'ufficio dell'ex Rettore Francesco Profumo, oggi ministro dell'Istruzione, e abbiamo esposto dalle finestre uno striscione con la scritta "Profumo di golpe".
Questa occupazione deve servire da megafono per la voce di tutti coloro che ritengono questo governo un golpe di fatto. Abbiamo occupato l'ufficio del neo ministro dell'Istruzione per manifestare il disagio di chi non crede che siano i complici di speculatori e finanzieri i più titolati a risolvere una crisi nata dalla speculazione e dalla finanza. Il lassismo della politica italiana che ha permesso che tutto questo accadesse, deve essere sostituito da una netta presa di posizione da parte dei cittadini che sono chiamati a rivendicare un nuovo sistema economico, più equo e sociale.




martedì 8 novembre 2011

Fraintendimenti di cromie con i compagni di aska

Questa mattina, mentre volantinavamo per portare avanti una battaglia contro il precariato(http://fuantorino.blogspot.com/2011/10/il-precariato-e-una-piaga.html), ci siamo visti comparire di fronte una decina di compagni dell'Askatasuna (movimento giovanile di Rifondazione Comunista) che grugnivano e gesticolavano come Bossi. Sulle prime, un nostro amico paramedico, si e' avvicinato loro per controllare che tutto andasse bene: troppe volte, infatti, la sottovalutazione di attacchi cardiaci sfocia in lutti evitabili. Tornato indietro, pero', ci ha riferito che i versi animaleschi che emettevano non erano imputabili a disturbi fisici di sorta ma ad un dissenso nei nostri confronti. Guardandoci in faccia ci siamo detti in coro -Oibo', sara' mica che hanno letto il nostro volantino e si son scoperti gelosi del fatto che noi facciamo qualcosa per i precari e loro no?- il nostro amico ci ha tranquillizzati, nessuno di loro sapeva leggere e purtroppo il compagno dotto in letture era con quello che sa far di conto. Fugato il primo dubbio ci siamo, allora, domandati -sara' che sono precari, incazzati giustamente perche' non arrivano alla fine del mese e vedendoci con loro solidali volevano farci percepire vicinanza?- -Ma che!- ci dice uno studente che passava di li e aveva, per caso, sentito i nostri discorsi -La meta' di questi qui sono figli di avvocati, un quarto figli di magistrati e l'altro quarto...- -Di puttana?- abbiamo azzardato noi, -No, di dirigenti di banca-.Se non erano irritati dal testo propagandato e non erano precari solidali, per quale motivo ci grugnivano contro? Uno dei nostri, a quel punto, ha avuto un' illuminazione -Vedrai che ci daranno dei fascisti per via del volantino- eravamo perplessi -ma scusa, abbiamo appena detto che non potevano leggerlo in quanto non in grado!- -Non intendo il testo ma i colori del volantino. E' in bianco e NERO. Capite!?! In NERO!!!- Avevamo risolto l'arcano. I volantini in bianco e nero (tutto si puo' dire su quelli di Aska meno che siano daltonici) avevano mostrato la chiara matrice fascista dell'iniziativa.Ma ora mi dico, amici miei del centro sociale Askatasuna, potevate dirlo subito che era una guerra di cromie, tipo il toro con il rosso e la gazza con quello che luccica. Se vi abbiamo infastidito ci scusiamo ma anche voi capiteci e veniteci incontro. Noi siamo gente di scarse possibilita' economiche ed i volantini riusciamo a stamparli solo cosi'. Mettetevi una mano sul cuore e la prossima volta, anziche' grugniti, portateci pecunia. Saremo felicissimi si stampare materiale plastificato, costoso e multicolorato come il vostro!

giovedì 20 ottobre 2011

IL PRECARIATO E' UNA PIAGA. DISTRUGGI LO STATO DELLE COSE!

ATTENZIONE!
Il tuo titolo di studio non vale più nulla
Ci spiace dirtelo in questo modo ma è la verità. Il sogno di un posto di lavoro garantito da una una laurea è morto: al suo posto sono nate galassie di contratti determinati pagati una miseria e stage truffa dove l'unico interesse non è formare ma sfruttare gratuitamente. Il mercato usa sinonimi accattivanti per nascondere la triste realtà, parla di lavoro dinamico per intendere lavoro precario e critica poi i giovani, vittime del suo stesso modo di intendere l'occupazione, chiamandoli bamboccioni. SIAMO STUFI. Senza un lavoro stabile non è possibile andare via di casa, senza un lavoro stabile non è possibile farsi una famiglia, senza un lavoro stabile possiamo solo sperare in un futuro degno di questo nome ma la nostra speranza è finita.
CAMBIA LO STATO DELLE COSE!
IL PRECARIATO E' UNA PIAGA.

venerdì 17 giugno 2011

Il problema degli zingari all'università

A chi è solito frequentare le aule studio dell'Università di Torino scene del genere non sono certo sconosciute, anzi rappresentano le triste quotidianità: due o più giovanissimi zingari entrano in queste aule spesso indisturbati poichè i portinai o i responsabili della struttura sono assenti o non si curano della situazione. Essi si aggirano tra i banchi mostrando cartelli che descrivono finte situazioni di miseria e povertà, disturbando e distraendo in ogni modo gli studenti con l'unico scopo di rubare con abili mosse ogni oggetto di valore che capiti loro a portata di mano.Se qualcuno prova a invitarli ad uscire dalla sala essi reagiscono in modo strafottente e aggressivo, senza rispetto alcuno nemmeno per le ragazze. Impossibile sperare che vengano fermati dalle Forze dell'Ordine perchè si dileguano con le stessa velocità con cui compiono i loro furti.
Di fronte a tali fatti sorgono spontanee due domande.
La prima riguarda l'organizzazione del nostro Ateneo: vedendo sempre così tanti impiegati negli uffici della burocrazia universitaria, è possibile che non vi siano i fondi per ingaggiare del personale addetto alla vigilanza degli ingressi delle sedi universitarie?
Il secondo quesito è di carattere più generale: davvero si pensa che l'integrazione di tali personaggi nella nostra società sia possibile? Finchè in Italia resisterà prepotentemente la mentalità masochista e perbenista del "tu che vieni da fuori puoi non ottemperare i tuoi doveri e calpestare i miei diritti/io che sono italiano devo ignorare i miei diritti infranti e tacere sui tuoi doveri" nessuna integrazione mai si realizzerà.
La nostra reazione e indiganzione è il mezzo più efficace alla prevenzione di tali misfatti, pertanto invito tutti gli studenti universitari a seganalare a chi di dovere situazioni da voi vissute simili a questa da me descitta.